ALIMENTAZIONE: le 10 bugie sul cibo…

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ALIMENTAZIONE: le 10 bugie sul cibo

 

 

Lo zucchero nutre il cervello, il burro danneggia le arterie, saltare i pasti aiuta a dimagrire. Sono solo alcuni dei tanti falsi luoghi comuni che sopravvivono al passare del tempo e ai tanti dati scientifici che ne contraddicono i presupposti. Smascherare queste bugie è utile per tentare di fare chiarezza e di evitare il perpetuarsi di errori che si tramandano di bocca in bocca coinvolgendo a volte anche i medici. Vediamo quindi quali sono le credenze errate che più tipicamente si sentono citare quando il discorso cade sulla nutrizione e sul cibo. Il mondo dell’alimentazione non è esente da falsi miti e credenze infondate che si sono radicate nel corso di tempo.

  1. Mi sento sfinito, ho bisogno di zuccheri
  2. Come contorno prendo spesso le patate o i piselli ….: sono le mie verdure preferite!
  3. Il biologico è sano
  4. Mangio la pizza di Kamut® perché è più sana
  5. Dimagrire è semplice: basta saltare il pasto
  6. Il burro fa male: non lo mangio mai
  7. Se stai male mangia in  bianco
  8. Mai la pasta alla sera
  9. Latte e latticini sono l’unica fonte di calcio
  10. Mangio prodotti gluten free perché sono dietetici e fanno perdere peso

1. Mi sento sfinito, ho bisogno di zuccheri!

Certo, lo zucchero è fondamentale per alcuni organi ed è certamente capace di fornire energia ma non quello che mettiamo nel caffè o nella torta. Lo zucchero che serve ai nostri organi è prodotto dal fegato a partire da alimenti più complessi come i cereali integrali, la verdura, la frutta e in alcuni casi perfino dalle proteine. Aggiungere altro zucchero non serve a nulla e anzi contribuisce ad aumentare la glicemia e costringe il pancreas a produrre più insulina, cosa che nel tempo può portare a problemi come la sindrome metabolica, il sovrappeso e il diabete. Quindi, il consiglio è: evita gli zuccheri e per avere energia inserisci nella tua alimentazione carboidrati sani come la verdura e la frutta di stagione e i cereali integrali.

2. Come contorno prendo spesso le patate o i piselli… sono le mie verdure preferite!

La patata è un tubero ricco di amidi e quindi, dal punto di vista nutrizionale è più simile a un alimento ricco di carboidraticome i cereali per esempio. Non ha molto senso usare le patate come contorno in particolare se si mangiano nello stesso pasto pane, pasta o riso. Meglio, invece, usarle come fonte di carboidrati assieme a una grossa porzione di verdure e un po’ di proteine come pesce o carni magre. Alla stessa stregua delle patate, anche i piselli sono spesso scelti come contorno, cioè come se fossero delle verdure. Ma, in realtà, pur essendo ricchi di fibre, sono alimenti proteici che possono sostituire, se assunti insieme ai cereali integrali, per esempio la carne o le uova. Un piatto molto comune e consumato come lo spezzatino di carne con piselli, quindi, è eccessivamente proteico e quindi non costituisce un pasto bilanciato a livello nutrizionale.

3. Il biologico è sano

Con alimenti biologici si intendono cibi derivati da agricoltura biologica che si caratterizza per il rispetto della naturale fertilità del suolo, per la promozione della biodiversità ambientale, per l’uso minimo di prodotti chimici e degli OGM. Non significa però che un cibo per questo motivo diventi necessariamente sano. Né tantomeno che fare la spesa in un negozio bio sia una garanzia per la nostra salute. Anche in questo caso occorre saper scegliere. Esistono alcune categorie di alimenti per cui acquistare la versione biologica ha senso: verdura e frutta prima di tutto. Ma un biscotto bio, se fatto con farine bio raffinate, è pur sempre un biscotto così come anche altri prodotti come la marmellata, le patatine o il vino. Ci può essere una concentrazione minore di sostanze chimiche ma il biscotto continuerà ad avere farine raffinate e zuccheri così come il vino conterrà comunque alcol.

4. Mangio la pizza di Kamut® perché è più sana!

A mangiare Kamut® si fa un favore all’azienda americana che ne detiene il marchio e che si trova nel Montana. Si tratta di una varietà mai ibridata né incrociata, prodotta da agricoltura biologica del generico grano Khorasan il cui nome deriva a sua volta dalla regione iraniana dove ancora oggi viene coltivato. Nella maggior parte dei casi ne viene consumata la versione raffinata e non quella integrale, quindi il vantaggio in termini di salute è inesistente. La stessa cosa vale per il farro e altri cereali che, se non sono integrali, non hanno gli stessi vantaggi. Il consiglio in questo caso è di non badare ai marchi di moda ma cercare invece di assumere cereali integrali nella maggior parte dei casi. Se poi ogni tanto vuoi una pizza, che sia di Kamut® o meno cambia ben poco!

5. Dimagrire è semplice: basta saltare il pasto

Questo è un luogo comune che tenta di ridurre un problema complesso sia dal punto di vista biologico che comportamentale a una banale formuletta matematica. Magari fosse così semplice dimagrire! Certo, è vero che si deve consumare di più di quello che si inserisce ma nel risultato finale intervengono anche fattori ormonali che rendono le cose più complesse. Ecco perché1.000 calorie di zucchero non hanno lo stesso effetto di quelle apportate da pesce o olio extra vergine d’oliva. Occorre quindi tenere prima di tutto presente cosa si mangia, cioè da che tipo di alimenti ci facciamo fornire le calorie previste per ottenere una perdita di peso. Il consiglio è, quindi, di tenere sempre presente che gli alimenti corretti sono verdura, frutta, cereali integrali, grassi sani e proteine nobili e questo rimane valido sia che si voglia aumentare che diminuire di peso.

6. Il burro fa male, non lo mangio mai

Da molti anni su burro e altri grassi saturi è in corso una campagna d’accusa che li vede presunti responsabili di molti problemi, prima di tutto a livello cardiaco. L’immagine semplicistica che molte persone si sono fatte è che i grassi saturi “tappano” le arterie producendo il peggiore dei risultati, l’infarto. Stesso ruolo che è stato attribuito ai cibi ricchi di colesterolo. Il quadro però è molto più complesso di così e tanti fattori contribuiscono a peggiorare la salute delle nostre arterie, tra cui anche lo zucchero.
L’aterosclerosi è prima di tutto un processo infiammatorio in cui i grassi sono coinvolti come conseguenza di una serie di reazioni più che come causa primaria. Inoltre i grassi saturi hanno un destino diverso a seconda del contesto in cui vengono assunti. Se per esempio vengono associati a zuccheri semplici, che aumentano la produzione di insulina, possono risultare dannosi per i vasi, ma se diversamente vengono assunti insieme a proteine non hanno questo effetto e sono utili come precursori di alcuni ormoni. Se quindi vuoi concederti un po’ di burro, mangialo con una fetta di pane integrale e magari del salmone affumicato piuttosto che con la marmellata!

7. Se stai male, mangia in bianco

È una situazione in cui tutti noi ci riconosciamo perché è una convinzione che ci è stata trasmessa dalle nostre mamme. Il classico “menu” del mangiare in bianco che prevede riso, patate lesse, magari con l’aggiunta di un po’ di formaggio grattugiato o, per esempio, dello stracchino. Dopotutto è quel che si definisce il classico piatto “da ospedale”. Siamo sicuri che sia l’alimentazione più corretta per quando si sta male? Ovviamente si fa riferimento qui a condizioni di malessere generale e non a patologie specifiche e ben più gravi per cui si deve prevedere una dieta ad hoc. Quindi, quando febbre o altri malanni di stagione prendono il sopravvento, l’alimentazione migliore è quella che si dovrebbe seguire sempre: completa e ben bilanciata nei macro e nei micronutrienti attraverso il consumo, nelle giuste proporzioni e combinazioni, di verdure, frutta, legumi, carne, uova, pesce, olio e cereali integrali. Quando mangiamo in bianco perché crediamo di mangiare “leggero” in realtà non è così. Guarda bene: c’è il riso bianco che, poiché è raffinato, non contiene le fibre necessarie per evitare quegli sbalzi della glicemia che sono all’origine di un’eccessiva produzione d’insulina, uno dei fattori di rischio per il sovrappeso e l’obesità. Sarebbe meglio, quindi, prediligere il riso integrale ricco di fibre. Se al riso bianco si aggiunge un’ulteriore porzione di carboidrati attraverso le patate e si completa il tutto con una fetta di prosciutto cotto o del formaggio che, per quanto possano non sembrare pesanti, contengono molti grassi, il gioco è fatto! Cosa fare allora? Ancora una volta la risposta risiede nel piatto unico.

8. Mai la pasta alla sera!

Molto spesso si sente dire che consumare alla sera pasta, riso e altri cereali fonte di carboidrati è deleterio e fa ingrassare. Certamente un pasto serale eccessivamente ricco di calorie, e di carboidrati in particolare, molto probabilmente finirà con il contribuire all’accumulo di grasso. Ma se invece vengono assunti dei carboidrati dei cereali integrali nelle dosi giuste si possono ottenere perfino alcuni benefici. Il primo è a carico del sonno: i carboidrati favoriscono la penetrazione di un aminoacido, il triptofano, necessario per formare serotonina e melatonina, sostanze che conciliano il sonno e il rilassamento. Il secondo è che i carboidrati serali generano un senso di benessere e appagamento che contribuisce a ridurre lo stress e a smorzare gli effetti negativi del cortisolo.

9. Latte e latticini sono l’unica fonte di calcio

Il consumo di latte e derivati è recente nella storia evolutiva umana e si colloca a circa 10.000 anni fa. È logico quindi che fino a quel momento l’uomo fosse perfettamente in grado diottenere quantità sufficienti di calcio da alimenti di origine vegetale. Verdure, noci e legumi sono ottime fonti di calcio. Quest’ultimo, peraltro, non è l’unico fattore di rischio all’origine delle problematiche ossee che devono invece essere ricondotte anche alla sedentarietà, al fumo, all’abuso di alcol e a una nutrizione complessivamente scorretta. Oltre al calcio, per la salute dell’osso sono, inoltre, fondamentali la vitamina D e la vitamina K2 che si trova in alimenti di origine animale tra cui le uova.

10. Mangio prodotti gluten free perché sono dietetici e fanno perdere peso

Negli ultimi anni i prodotti privi di glutine sono aumentati di popolarità fino a diventare una scelta alimentare anche per persone non affette da celiachia. Fermo restando che nei pazienti celiaci è ovviamente necessario non assumere glutine, è doveroso sottolineare che esistono cereali come riso, quinoa, grano saraceno, amaranto, miglio e mais che sono naturalmente senza glutine e soddisfano un’ampia varietà di gusti. In questo senso i prodotti gluten free sono per lo più un modo per permettere anche ai celiaci di assumere alimenti come biscotti, prodotti da forno e simili. È vero anche che negli ultimi anni è emerso un filone di ricerca che sostiene che il glutine possa indurre reazioni infiammatorie anche in soggetti non celiaci e che quindi una riduzione nell’assunzione potrebbe essere utile a molti. Ma per quello che riguarda la perdita di peso non vi è invece alcuna correlazione con l’assunzione o meno di glutine.

(casadivita.it)

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