CIBI in via di estinzione, ci aspetta un futuro senza cioccolata e caffé?

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CIBI in via di estinzione, ci aspetta un futuro senza cioccolata e caffé?

 

Cibo in via di estinzione: gli insospettabili
Secondo il Sun alcuni degli alimenti più comuni e amati rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici e dei pesticidi chimici

 

Sentiamo spesso parlare di cambiamenti climaticiriscaldamento globalepesticidi chimici e del terribile impatto che potrebbero avere sul nostro Pianeta. Ma talvolta non ci rendiamo conto della reale portata di un problema finché le sue conseguenze non si ripercuotono sulla nostra quotidianità. Una ricerca proposta dal Sun dimostrerebbe che un giorno non troppo lontano le nostre abitudini alimentari potrebbero cambiare radicalmente. Secondo gli esperti, infatti, alcuni dei cibi più comuni potrebbero presto scomparire dalla faccia della terra. Alimenti insospettabili minacciati dall’inquinamento la cui estinzione sconvolgerebbe una moltitudine di consumatori in tutto il mondo.

La colazione non sarà più la stessa

Sia in Italia che all’estero il risveglio un giorno potrebbe rivelarsi molto più traumatico di quanto già non sia. Tra i cibi in via di estinzione, infatti, il tabloid britannico segnala nientemeno che il caffè, compagno inseparabile dei cittadini di tutto il mondo. Immaginare una giornata senza caffeina per molti sembra un incubo ed è per questo che gli esperti consigliano di correre ai ripari. A meno che non si prendano seri provvedimentientro il 2080 il caffè potrebbe estinguersi. Le elevate temperature dei terreni dove viene coltivato, inducono a pensare che funghi e pesticidi stiano irrimediabilmente danneggiando le piantagioni.

Anche il miele sembra destinato a sparire senza opportuni interventi. Alcuni parassiti letali stanno, infatti, decimando le popolazioni di api. A meno che non si trovi il modo di eliminarli, il dolce nettare sembra condannato all’estinzione. E con il miele potrebbe scomparire anche il burro di arachidi, protagonista incontrastato delle colazioni d’oltreoceano. Le piante di arachidi richiedono, infatti, piogge abbondanti per crescere rigogliose e la siccità ne minaccia dunque l’esistenza. Anche gli allevamenti di maiali sono vittime della siccità, e con essi, dunque, anche il bacon, portata immancabile del breakfast dei Paesi anglosassoni. La scomparsa dello sciroppo d’acero sferrerebbe, infine, il colpo di grazia alle colazioni americane. Se in Canada la temperatura dovesse aumentare di più di 6 gradi, infatti, gli aceri non produrrebbero più la linfa, essenziale per la produzione del dolce sciroppo.

Addio frutti esotici

L’avocado, recentemente salito alle luci della ribalta per le sue proprietà benefiche, potrebbe ben presto essere un ricordo. La siccità in California rischia, infatti, di compromettere irrimediabilmente la salute delle piantagioni. Assieme all’avocado anche la banana rischia seriamente l’estinzione. La piaga della Malattia di Panama sta flagellando le piantagioni di tutto il mondo, specialmente quelle di Giordania e Mozambico, rischiando di far scomparire dalla faccia della terra uno dei frutti più amati dai bambini e non solo.

Niente salmone in tavola…

Questo potrebbe essere il destino di uno dei pesci più amati del mondo. L’innalzamento della temperatura delle acque sta mettendo in pericolo questa specie che ha bisogno di acque fredde per potersi riprodurre.

… e niente Prosecco

Secondo il noto tabloid anche il nostro amato vino frizzante potrebbe scomparire. Con grande rammarico degli Italiani ma anche degli stessi Britannici che, nell’ultimo anno, ne hanno consumati 40 milioni di litri. Il Prosecco, infatti, è l’alternativa allo Champagne più economica e gustosa e gli esperti ritengono che a breve la domanda potrebbe superare l’offerta.

La vita senza cioccolata

Sembra impossibile crederlo ma potrebbe succedere davvero. Assieme al caffè ilcioccolato è l’alimento a rischio estinzione che spiazza i consumatori più di tutti. Secondo il cioccolatiere svizzero Barry Callebaut, infatti, le scorte di cacao potrebbero esaurirsi entro il 2020. Basti pensare che nell’ultimo anno sono state consumate 70.000 tonnellate di cioccolato in più rispetto a quante ne sono state prodotte.

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