…Ed ecco che dopo il TTIP arriva il TiSA: il negoziato sui servizi a porte chiuse che svende l’ambiente e la gente!!

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…Ed ecco che dopo il TTIP arriva il TiSA: il negoziato sui servizi a porte chiuse che svende l’ambiente e la gente!!

 

Dopo il TTIP arriva il TiSA: il negoziato sui servizi a porte chiuse che svende l’ambiente

 

TTIP e CETA saranno argomento di discussione il 23 settembre a Bratislava, durante la riunione dei ministri Ue del commercio. Intanto Greenpeace Olanda ha pubblicato documenti segreti e un’analisi del capitolo sull’energia relativi alnegoziato a porte chiuse del TiSA.

Prima di tutto, facciamo chiarezza sugli acronimi: CETA è l’accordo economico e commerciale globale tra l’UE e Canada che quando applicato dovrebbe offrire alle imprese europee nuove e migliori opportunità commerciali in Canada e sostenere la creazione di posti di lavoro in Europa.

Il famigerato TTIP è l’accordo commerciale con gli Usa, noto come partenariato transatlantico su commercio e investimenti, nato per portare una maggiore apertura degli USA alle imprese UE, una riduzione degli oneri amministrativi per le imprese esportatrici e la definizione di nuove norme per rendere più agevole ed equo esportare, importare e investire oltreoceano.

Infine, il TiSA è il Trade in Service Agreement – Accordo sugli scambi di servizi tra 23 membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC), tra cui l’UE. Insieme, questi paesi rappresentano il 70% del commercio mondiale di servizi.

Sul sito www.tisa-leaks.org sono comparsi alcuni testi finora segreti e un’analisi del capitolo sull’energia relativi al negoziato a porte chiuse. Il negoziato segreto – dicono da Greenpeace – procede dal 2013 tra Unione europea, Stati Uniti e altri 21 Paesi e potrebbe essere concluso entro la fine di questo anno. Alcuni dei capitoli del trattato saranno soggetti a vincolo di riservatezza per un periodo di 5 anni anche dopo la definizione e la firma dei Paesi interessati.

Secondo l’analisi dei testi pubblicati, tra cui l’allegato sui servizi energetici, l’entrata in vigore del TiSA, oltre che essere un pericolo per la democrazia, andrebbe in senso contrario rispetto a quanto stabilito nel dicembre scorso dai negoziati di Parigi sul clima.

Dall’analisi effettuata da Greenpeace emerge che:

• Negli anni a venire la transizione energetica avrà necessariamente bisogno di una regolamentazione del settore privato, ma con la clausola di “standstill” (stasi delle liberalizzazioni) prevista dal TiSA questa operazione risulterà difficile se non praticamente impossibile.

• La cosiddetta clausola “ratchet” (una sorta di divieto a reintrodurre barriere commerciali) implicherebbe che servizi vitali come l’energia, l’acqua potabile e l’istruzione, se liberalizzati, non potrebbero più essere rinazionalizzati. Indipendentemente dalla volontà degli elettori, questi servizi fondamentali sarebbero sempre orientati in linea prioritaria verso la produzione di profitti.

• Le aziende private avrebbero voce nella stesura di nuovi regolamenti che andrebbero a influenzare i loro interessi. La capacità dei governi di garantire una efficace supervisione democratica dei processi di regolamentare sarebbe per lo meno limitata, se non azzerata.

• Nessuna distinzione potrà essere fatta tra fonti energetiche meno impattanti e combustibili fossili più nocivi, rendendo nella pratica impossibile una graduale eliminazione di quelle più dannose come il petrolio estratto da sabbie bituminose e lo shale gas.

• Accordi commerciali come il TiSA porteranno ad un aumento del commercio di combustibili fossili mentre il loro uso e commercio dovrebbero essere ridotti per rispettare gli accordi sul clima di Parigi e la tutela del Pianeta.

Sempre da Greenpeace, Federica Ferrario della campagna Agricoltura e progetti speciali, commenta: “Google e Facebook non dovrebbero stabilire le regole sulla privacy e le banche non dovrebbero autoregolamentarsi. Sapere che l’industria dei combustibili fossili potrebbe essere tra i protagonisti della redazione di policy ambientali è una contraddizione. Sarebbe come chiedere all’industria del tabacco di scrivere le norme sulla salute. Queste decisioni devono essere prese dai cittadini tramite i governi che hanno democraticamente eletto, non dalle aziende”.

La richiesta dell’associazione è che le negoziazioni su TiSA e TTIP vengano immediatamente sospese e che non venga ratificato il CETA, in nome di accordi non segreti, trasparenti e progettati per migliorare le azioni in difesa del clima, non a beneficio delle grandi aziende.

Anna Tita Gallo

FONTE: Greenbiz

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