L’ONU: il TTIP viola i diritti umani! Il premio Nobel al Parlamento Italiano: Non firmate il TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE! …E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative! Credo che basti questo per capire con quali carogne abbiamo a che fare, o no?

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L’ONU: il TTIP viola i diritti umani! Il premio Nobel al Parlamento Italiano: Non firmate il TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE! …E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative! Credo che basti questo per capire con quali carogne abbiamo a che fare, o no?

 

L’appello del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !!

Il premio Nobel per l’economia (2001) Joseph Stiglitz, ospite del Parlamento italiano il 24 settembre 2014, parla del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

L’accordo sul TPP che è stato trovato oggi ad Atlanta fa da apripista al TTIP, l’accordo di libero scambio che (se approvato) raderà al suolo le nostre tipicità agroalimentari e aprirà agli OGM, alla carne agli ormoni e all’arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie: il tribunale al quale si rivolgerà qualunque azienda privata che riterrà che i suoi interessi economici siano stati intaccati dalle politiche degli Stati.

Nel video, il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz invita a non firmarlo

 

IL MONITO DELL’ONU:

All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada.

Intanto, in 24 mila firmano su Progressi per dire no ai trattati. Di seguito il comunicato coi particolari.
Grazie per l’attenzione

Chiara Saturnino

COMUNICATO STAMPA

Il monito dell’Onu: CETA e TTIP violano i diritti umani
In 24 mila si mobilitano online per dire no ai trattati commerciali con USA e Canada

All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada, rispettivamente.

“La ratifica del CETA e del TTIP potrebbe avviare una corsa al ribasso in termini di diritti umani e potrebbe compromettere seriamente lo spazio di regolamentazione degli Stati. Tutto ciò è contrario agli scopi e ai principi della Carta ONU e andrebbe a rappresentare un serio ostacolo al raggiungimento di un ordine internazionale democratico e giusto”. Sono le parole di Alfred de Zayas, esperto di diritti umani delle Nazioni Unite, che avverte dei pericoli a cui andremo incontro scavalcando i parlamenti nazionali nei controversi accordi commerciali.

Infatti i negoziati di TTIP e CETA stanno avvenendo a porte chiuse da mesi, nonostante la pressione forte della società civile, soprattutto in Nord Europa. Diversi studi confermano che con i nuovi trattati commerciali sono a rischio la tutela ambientale, i diritti del lavoro e la stessa salute pubblica, dato che andremmo a importare prodotti alimentari e chimici da Stati Uniti e Canada, dove gli standard sono notoriamente diversi. Tutto questo di certo non favorirebbe le piccole e medie imprese del comparto agroalimentare italiano, in rapporto asimmetrico rispetto alle multinazionali alimentari americane. Altro punto inaccettabile è il cosiddetto ISDS, ovvero la possibilità per quelle grandi imprese di rivalersi sui singoli Stati nel caso cambiassero le leggi a tutela di cittadini e consumatori e questo ne riducesse i profitti.

Il monito ONU arriva a una settimana dal voto in Consiglio Europeo sulla competenza del CETA,il trattato tra UE e Canada, ovvero si deciderà se includere i parlamenti dei singoli paesi europei nella ratifica oppure se sarà solo la Commissione a decidere. La scelta potrebbe essere accelerata dall’interesse a chiudere l’accordo prima che il Regno Unito lasci l’Unione.

Il ministro dello Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda, è il primo e più determinato sostenitore della seconda opzione, che negherebbe il coinvolgimento dei parlamenti.

“Siamo impegnati per garantire la legittimità democratica degli accordi, che devono passare al vaglio dei parlamentari, perché finora sono stati condotti in assoluta segretezza, escludendo le nostre istituzioni e la società civile” afferma Vittorio Longhi, fondatore di Progressi.

Migliaia di cittadini si stanno mobilitando infatti per chiedere al ministro di consentire una discussione democratica. In 20 mila hanno firmato la petizione contro il TTIP http://www.progressi.org/fuorittip, oltre 4000 in pochi giorni hanno chiesto trasparenza sul CETA http://www.progressi.org/stopceta.

De Zayas invita i governi ad assicurare una corretta informazione e la consultazione popolare sui trattati, anche perché da un sondaggio della Commissione europea del 2014 risulterebbe che ben il 97% degli europei è contrario ai contenuti del TTIP e per il CETA il discorso non cambia.

“Non sono certo gli Stati a dover garantire i profitti agli investitori o alle multinazionali, il loro unico compito è di legiferare e regolamentare in nome dell’interesse pubblico, della salute e dell’ambiente, dei diritti del lavoro e della sicurezza alimentare” ha precisato il funzionario ONU.

Sembra tutto chiaro, peraltro sembra anche che l’accordo per il TTIP stia per saltare…

…E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative!

TTIP, ITALIA CHIEDE UFFICIALMENTE DI CONTINUARE TRATTATIVE

Ttip: Italia e altri 11 Paesi scrivono lettera a Ue per continuare trattative. Incontro Malmstroem-Froman, prossimo round 3 ottobre a New York.

Continuare i negoziati con gli Usa sull’accordo di libero scambio Ttip, e proseguire con la firma di quello con il Canada, il Ceta. E’ la richiesta che 12 Paesi tra cui l’Italia – ma non Francia e Germania – hanno rivolto alla Commissione Ue in una lettera, in vista della riunione informale dei ministri del commercio che si terrà a Bratislava il prossimo venerdì dove dovranno chiarirsi le reali posizioni dei diversi Paesi, tra loro divisi. Intanto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem ha incontrato oggi a Bruxelles il suo omologo americano Michael Froman, con cui è stato deciso di avviare il prossimo round di negoziati il 3 ottobre a New York.

“Siamo fiduciosi”, scrivono alla Malmstroem il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e i colleghi di Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna e Portogallo, “che sarà in grado di raggiungere gli obiettivi in linea con il mandato” ricevuto dai 28 nel 2013. Per questo, sottolineano i 12 stati membri, “ribadiamo il nostro impegno e sostegno dato alla Commissione nei negoziati” e “guardiamo alla continuazione dei negoziati del Ttip con gli Usa”. I ministri dei 12 hanno ribadito il loro sostegno anche all’accordo commerciale con il Canada, che deve più solo essere firmato per entrare in vigore in modo provvisorio. “Aspettiamo la firma del Ceta il 27 ottobre e l’applicazione provvisoria dell’accordo” ritenuto “ampio e profondo” e “basato sulla realtà dei modelli commerciali di oggi”.

Nell’incontro odierno tra Malmstroem e Froman, che si rivedranno anche a Bratislava dove si giocherà una partita cruciale sul futuro dei negoziati con gli Usa, sono stati “discussi i prossimi passi per andare avanti” e, hanno assicurato i due, “abbiamo diretto le nostre squadre per fare il maggior numero di progressi possibili al prossimo round programmato per il 3 ottobre a New York”. Uno dei tentativi, secondo fonti europee, è cercare di lasciare comunque una porta aperta per proseguire le discussioni dopo le elezioni americane, ormai imminenti.

Tratto da Ansa.it

Credo che basti questo per capire con quali carogne abbiamo a che fare, o no?

 

Fonti:

http://lapillolarossa15.altervista.org/xx1738-2/

http://zapping2015.altervista.org/lappello-del-premio-nobel-per-leconomia-joseph-stiglitz-al-parlamento-italiano-non-firmate-laccordo-ttip-non-immaginate-neanche-cosa-state-per-firmare/

http://zapping2015.altervista.org/1253-2/

http://curiosity2015.altervista.org/lappello-del-nobel-leconomia-joseph-stiglitz-al-parlamento-italiano-non-firmate-laccordo-ttip-non-immaginate-neanche-cosa-state-firmare-infatti-governo/

 

 

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