I sette più comuni alimenti geneticamente modificati

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alimenti geneticamente modificati

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I sette più comuni alimenti geneticamente modificati

 

Anche se il termine “geneticamente modificato”, può sembrare preso in prestito da un libro di fantascienza, in realtà molti degli alimenti che consumiamo ogni giorno fanno parte di questa categoria, ovvero sono Organismi Geneticamente Modificati, chiamati in gergo OGM. Se questi alimenti siano o meno salubri per il nostro organismo, è un dato tutto da chiarire, soprattutto perché chi compra non ne è spesso a conoscenza.

In Canada e negli Stati Uniti non è infatti in vigore l’obbligo di specificare nell’etichetta dell’alimento se esso sia stato geneticamente modificato sebbene, in molti altri paesi, esistano una serie di restrizioni e di regole legate alla diffusione di queste tipologie di alimenti.

In ogni caso, i cibi OGM verranno identificati dall’etichettatura negli Stati Uniti a partire dal 2018. Questa importante scelta, viene attualmente praticata in Gran Bretagna, la quale segue le normative stabilite dall’Unione Europea in merito di informazione ai consumatori. La normativa europea denomina gli OGM come alimenti di derivazione vegetale e animale, la cui base genetica è stata alterata seguendo pratiche e metodologie che non avvengono in natura, sia sotto il punto di vista dell’accoppiamento che nelle naturali fasi di combinazione tra le specie vegetali

Ecco una lista dei sette alimenti che negli Stati Uniti sono più comunemente sottoposti ad alterazione genetica:

1. Il Grano

Almeno l’85% del grano che cresce negli Stati Uniti è geneticamente modificato e anche diffusi marchi di cereali quali i Whole Foods contengono una percentuale di grano geneticamente modificato. Molti agricoltori e produttori modificano la soia e il grano in modo da renderli resistenti ai pesticidi e agli erbicidi che sono impiegati per combattere la nascita e la diffusione delle erbe infestanti.

2. La Soia

Essa rappresenta il cibo più geneticamente modificato negli Stati Uniti. Il più grande produttore di soia del paese, Pioneer Hi-Bread, ha infatti creato un seme ibrido di soia geneticamente modificato, il quale ha ricevuto l’approvazione nel 2010. Esso è stato modificato nella sua composizione attraverso un incremento dell’acido oleico, il quale è naturalmente presente nell’olio di oliva. L’acido oleico è un acido grasso monosaturato omega 9 il quale aiuta ad abbassare il colesterolo cattivo se usato in sostituzione agli altri grassi.

3. Zucchine verdi e gialle

Esse fanno parte delle poche verdure geneticamente modificate e una speciale varietà di entrambe è stata creata con una composizione di geni che possono aiutare a proteggere contro l’attacco di particolari virus. Come in molti altri casi, è impossibile comprendere quali sono i prodotti OGM e quali sono le zucchine verdi e gialle naturali.

4. L’erba medica

La coltivazione di erba medica, o erba di Spagna, geneticamente modificata è stata approvata nel 2011 e consiste nella modificazione di un gene che la rende assolutamente resistente al pesticida Roundup. La modificazione permette agli agricoltori di spruzzare il pesticida in questione, senza danneggiare la composizione dell’erba medica.

5. La Colza

La colza, dalla quale deriva l’omonimo olio, è stata geneticamente modificata da molto tempo. L’approvazione risale, infatti al 1996, con una conseguente nel 2006. Il 90% della colza prodotta negli Stati Uniti e modificata geneticamente.

6. La Barbabietola da Zucchero

Questa particolare tipologia di ortaggio ha portato con se una lunga controversia sulla questione della modificazione genetica. L’approvazione, arrivata nel 2005, fu infatti tolta nel 2010 e successivamente concessa nel 2012. La modificazione, interessa più della metà della produzione statunitense di barbabietola da zucchero, con un’incidenza pari al 95% del mercato finale del prodotto.

7. Il Latte

Per aumentare la produzione giornaliera di latte, alle mucche viene molto spesso somministrato il rBGH, un ormone della crescita che non è permesso da paesi quali: l’Unione Europea, il Giappone, il Canada, l’Australia e la Nova Zelanda.

Volgendo lo sguardo verso il prossimo futuro dei cibi che porteremo in tavola, le mele OGM dovranno quindi essere considerate come l’unica possibilità da contemplare?

Le mele geneticamente modificate, sono dal 2010 al vaglio del USDA. Il 2010, segna infatti la data in cui la compagnia Okanagan Specialty Fruits Inc. sviluppò una modifica genetica davvero clamorosa, la quale permise alle mele di non annerire per due settimane dopo essere state tagliate. L’annerimento della polpa di mela tagliata è causata dall’ossidazione dei polifenoli. Questo processo avviene nelle specie più diffuse quali le mele Granny Smith e Golden Delicious e le ricerche svolte dagli scienziati hanno condotto alla possibilità di disattivare questo particolare gene che causa l’annerimento naturale nella polpa tagliata. Il gene modificato porterebbe però alla moria delle piante da frutto, come rivelato da alcuni studi, ma gli scienziati si sono difesi osservando che la loro scoperta vuole educare le persone ad un consumo maggiore di frutta e che il blocco del gene deve essere considerato come un processo naturale.

Risulta quindi chiaro che molti paesi considerano gli alimenti geneticamente modificati come una minaccia per la salute dei consumatori. L’America e’ protagonista di un dibattito tutt’ora aperto sulla spinosa questione. Al momento le tipologie di cibo alle quali è stata concessa la possibilità di essere modificate geneticamente sono state considerate sicure da auterevoli organizzazioni, quali la Food and Drug Administration e il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. La necessità di mettere al corrente i consumatori sulle modificazioni genetiche degli alimenti sta diventando, in ogni caso, un aspetto sempre più necessario da considerare.

 

Fonte: L’Huffington Post

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